2 0 obj Gli alunni che lavorano con lui migliorano grandemente dal punto di vista della loro competenza metacognitiva. Assistive Technology per utenti con deficit sensoriali e psicofisici 6. I collaboratori (bidelli) possono apprendere competenze relazionali, educative e assistenziali nuove. Un alunno con disabilità mentale, anche grave, è una risorsa sia in termini strumentali ilio intrinseci, anche se può sembrare paradossale. I n questa scheda viene descritto ciò che la scuola, e/o il Consiglio di Classe promuovono per favorire l'inclusione. Attività e interventi a favore di alunni BES 6 1. La classe come risorsa: descrivere gli interventi che vengono programmati per avvicinare i compagni all'alunno con disabilità, per la conoscenza delle persone con disabilità e dei loro diritti, per favorire la relazione di aiuto, per educare alla cittadinanza. *1 J�� "6DTpDQ��2(���C��"��Q��D�qp�Id�߼y�͛��~k����g�}ֺ ����LX ��X��ň��g`� l �p��B�F�|،l���� ��*�?�� ����Y"1 P������\�8=W�%�Oɘ�4M�0J�"Y�2V�s�,[|��e9�2��s��e���'�9���`���2�&c�tI�@�o�|N6 (��.�sSdl-c�(2�-�y �H�_��/X������Z.$��&\S�������M���07�#�1ؙY�r f��Yym�";�8980m-m�(�]����v�^��D���W~� ��e����mi ]�P����`/ ���u}q�|^R��,g+���\K�k)/����C_|�R����ax�8�t1C^7nfz�D����p�柇��u�$��/�ED˦L L��[���B�@�������ٹ����ЖX�! L’inclusione di alunni con disabilità è da sempre un tema centrale per la pedagogia della scuola italiana. Strategie per favorire l’apprendimento e l’interazione sociale PEER TUTORING (coppia) • ripropone modello insegnante/alunno: un elemento conosce la soluzione del compito • lavoro a coppia • ruoli di tutor e tutee • attività in classe • docente come fornitore di compiti PEER COLLABORATION (da 2 … Favorire la partecipazione e l’inclusione: Tecnologie assistive e ICF 8. STRATEGIE DIDATTICHE INCLUSIVE. L'alunno disabile non può sperare nella dea bendata, deve poter essere sicuro che nella scuola siano definiti, esistano e siano esigibili standard essenziali minimi, strutturali e di processo, di qualità dell'integrazione. ?���:��0�FB�x$ !���i@ڐ���H���[EE1PL���⢖�V�6��QP��>�U�(j Nel caso dei docenti si valuta la presenza del titolo di specializzazione per le attività di sostegno, sia nei docenti impiegati in queste attività, sia in quelli curricolari. favorire l'inclusione. Molte di queste considerazioni vengono fatte pensando che la sola presenza di una persona disabile, anche passiva, "ci faccia del bene", ci arricchisca. Per i docenti - Il docente comincia a interrogarsi su come facilitare la comprensione, come semplificare e chiarire il lessico, i concetti, come favorire la memorizzazione, come stimolare la motivazione, l'attenzione, l'autoregolazione, ecc. Le differenze di genere negli alunni e nel personale scolastico Per i docenti - Il docente comincia a interrogarsi su come facilitare la comprensione, come semplificare e chiarire il lessico, i concetti, come favorire la memorizzazione, come stimolare la motivazione, l'attenzione, l'autoregolazione, ecc. Partecipare alla cultura del compito significa essere immersi in una situazione di apprendimento fatta di parole, movimenti, sguardi, rumori, contatti fisici, scambi: una varietà di sollecitazioni importanti per lo sviluppo di ciascuno. Un altro elemento di qualità è identificato nel rapporto tra maschi e femmine, tra alunni disabili e tra insegnanti e collaboratori scolastici. �@���R�t C���X��CP�%CBH@�R����f�[�(t� C��Qh�z#0 ��Z�l�`O8�����28.����p|�O×�X Oggi dobbiamo attentamente osservare l'evolversi dell'integrazione, con lo strabismo necessario dell'insegnante, che deve guardare sempre verso più direzioni ma con un occhio di riguardo alla tutela dei diritti degli alunni disabili, che non devono perdersi nella strada delle riforme e controriforme. Promuovere l’inclusione in classe significa identificare le differenze tra i singoli studenti e comprendere, per ciascuno, i diversi bisogni ed esigenze. In particolare sono da valorizzare le strategie di lavoro collaborativo in coppia o in piccoli gruppi. Anche in questo caso torna un necessario strabismo educativo: con un occhio individualizziamo tenendo conto del percorso scolastico di integrazione in una specifica classe, ma con l'altro occhio teniamo ben in vista una dimensione di vita più larga, più estesa dal punto di vista esistenziale, che comprenda l'adultità, la partecipazione sociale, i ruoli comunitari, il lavoro e la cittadinanza. �MFk����� t,:��.FW������8���c�1�L&���ӎ9�ƌa��X�:�� �r�bl1� Se dovranno apprendere discutendo, collaborando, decidendo assieme, assumendo responsabilità e ruoli complementari; se la strutturazione della didattica prevederà occasioni frequenti di collaborazione con regole di interdipendenza positiva, dove "si ha bisogno" dell'apporto di tutti per il successo del gruppo e per il proprio, allora si svilupperanno le abilità della condivisione, dello scambio, della negoziazione e della mediazione, del costruire accordi, del fare piani e progetti in modo collaborativo, dell'essere buoni leader e buoni gregari, del resistere alle frustrazioni, dell'affrontare e risolvere conflitti, ecc. Riflettono sul fatto che per questo compagno l'apprendimento è difficile, ma che anche lui dovrà imparare qualcosa di significativo sull'Orlando Furioso o sulla geografia economica. favorire l'inclusione. Trasformare l'integrazione in inclusione Il docente riflette metacognitivamente su se stesso, su quello che fa per aiutare un alunno in difficoltà ad elaborare delle competenze e ad usarle. Un alunno disabile, specie se grave, ha quasi sempre difficoltà comunicative, in ricezione e in espressione: non comprende un certo lessico o sintassi elaborate, non si fa capire con il linguaggio verbale, o a fatica. L'integrazione non è un peso, è invece un vantaggio competitivo per la qualità della scuola: sta a tutti noi dimostrarlo e documentarlo. Progettare gli interventi educa tivo- da tici. google_ad_format = "728x90_as"; Ritengo si debba ancora lavorare per: migliorare la capacità di relazione educativo-affettiva e di negoziazione, punto nodale per favorire la crescita del benessere in classe; sviluppare la fermezza della flessibilità per il rispetto delle regole; L’educazione Inclusiva comporta la trasformazione della Scuola per poter incontrare e rispondere alle esigenze di tutti. Anche se sono passati trent'anni dalle prime esperienze di integrazione scolastica degli alunni disabili, c'è chi vive ancora, purtroppo, l'alunno disabile come un peso che la scuola deve accollarsi, tra i tanti altri, quasi come una missione egualitaria, soccorritrice, che si carica di tante croci da portare con rassegnazione. PIANO D’INTERVENTO PER FAVORIRE UN CLIMA INCLUSIVO IN CLASSE A cura di Sergio Carlesso ... Alcune considerazioni sull’insegnamento individualizzato fuori dalla classe Come ho già scritto in un mio recente articolo (vedi “Scuole in Rilievo” n. 22 – novembre ... dell’inclusione è la classe. In più può avere problemi di salute, fragilità, necessità di protesi, accorgimenti particolari; può avere anche dei familiari difficili, perché essi stessi in difficoltà, e così via. in maniera inclusiva, e non si limiti ad accogliere, sopportare e gestire gli @~ (* {d+��}�G�͋љ���ς�}W�L��$�cGD2�Q���Z4 E@�@����� �A(�q`1���D ������`'�u�4�6pt�c�48.��`�R0��)� La finalità generale del sistema educativo consiste nel promuovere l’apprendimento, in coerenza con le attitudini e le scelte personali, e nell’assicurare opportunità per poter raggiungere adeguati livelli culturali, nel … Un aspetto importante a livello di formazione risulta essere anche la percezione di quante competenze su questi temi andrebbero possedute dagli insegnanti curricolari, da quelli specializzati e da altre figure fondamentali nella comunità scolastica: collaboratori, educatori, tutor, familiari, ecc. (Articolo tratto da "Voci della scuola 2006" a cura di G. Cerini e M. Spinosi - Tecnodid Editrice- pag. Le varie figure professionali della scuola e dei sistemi connessi possono subire un turn over elevato, con situazioni di notevole precarietà e discontinuità della loro opera, oppure possono essere stabilmente impiegate in un'istituzione scolastica, con indubbi vantaggi dal punto di vista della continuità, dell'effettiva efficacia del loro lavoro, della soddisfazione personale e professionale, dall'investimento in prassi che rimangano nell'organizzazione della scuola, della solidità dei legami con gli alunni e i colleghi, ecc. La mediazione didattica diventa pensiero didattico attivo quotidianamente tra pari, generato dalla necessità di produrre apprendimenti anche assieme a chi possiede minori risorse cognitive (Vygotskij). << In più può avere problemi di salute, fragilità, necessità di protesi, accorgimenti particolari; può avere anche dei familiari difficili, perché essi stessi in difficoltà, e così via. Finora si è parlato di benefici per i compagni di classe normodotati, e per gli insegnanti, dunque per gli attori principali dei processi di insegnamento-apprendimento. In questo tipo di guadagni educativi potremmo anche aggiungere la costruzione delle regole, dei sistemi di premi e sanzioni, dei contratti e patti formativi, delle aspettative valutative, delle certificazioni / attestazioni / diplomi, ecc., tutti casi in cui, grazie alla disabilità ci si deve confrontare con le diversità, accogliendone le specificità, non escludendole in nome di una pseudo equità statistica [v. voce Portfolio delle competenze]. In quest'ottica si deve valutare il coinvolgimento normale dei compagni di classe, la programmazione delle spese ordinarie, le ricadute della diagnosi funzionale sulla didattica di classe, la quantità di ore «speciali» di sostegno in rapporto ai bisogni percepiti, l'uso diffuso della documentazione, i rapporti con le famiglie, i riflessi dell'integrazione sui vari attori dei processi, il collegamento dei PEI con la programmazione della classe. Questa reticolazione sinergica e costruttiva di varie figure dovrebbe avvenire ai diversi livelli degli ecosistemi di vita e di relazione dell'alunno disabile: classe, scuola, enti e istituzioni nel territorio. Autonomia, partecipazione, integrazione: Il ruolo delle tecnologie. 4. @import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css); Apprendimento cooperativo • Bisogni educativi specifici • Capacità di comunicare • Competenza interpersonale • Competenza metacognitiva • Comportamento sociale • Comunità di apprendimento • Disabilità • Inclusione • Indicatori • Mediazione didattica • Risorsa stru-mentale • Testa ben fatta • Tutor • Valore intrinseco • Valutazione autentica • Valutazione standard. Ci riappropriamo di qualcosa che avevamo forse dimenticato, sepolto sotto anni e anni di linguaggio soltanto verbale (soprattutto a scuola). 5. La nuova Direttiva ministeriale definisce le linee del cambiamento per rafforzare il paradigma inclusivo: Potenziamento della ultura dell’inlusione Approfondimento delle competenze in materia degli insegnanti curricolari Valorizzazione della funzione del docente per il sostegno, quale risorsa aggiuntiva assegnata a tutta la classe Partecipare alla cultura del compito significa essere immersi in una situazione di apprendimento fatta di parole, movimenti, sguardi, rumori, contatti fisici, scambi: una varietà di sollecitazioni importanti per lo sviluppo di ciascuno. La capacità di fare sistema, di collaborare, di costruire assieme, con una pluralità di persone e istituzioni, progetti, azioni, verifiche, ecc. Essere inclusivi vuol dire mettere al centro l'apprendimento Temiamo che talvolta, dietro a questi discorsi, spesso retorici, ritorni il vecchio pietismo, la vecchia "bontà", riverniciata nell'accoglienza e non più nella beneficenza e nel custodialismo caritatevole. Gli alunni e gli insegnanti sperimentano direttamente cosa si intende per "valutazione autentica", quando si rendono conto dell'impossibilità di una valutazione standard; e questa consapevolezza è frutto, spesso, proprio della presenza di un alunno disabile. Tra queste prassi troviamo l'accoglienza, la comunicazione con la famiglia, il sistema di assegnazione degli incarichi (funzioni strumentali e funzioni aggiuntive), le modalità di formazione delle classi, le strategie di continuità e di autovalutazione. google_ad_client = "pub-5823367332838092"; Per interpretare l’inclusione come modalità “quotidiana” di gestione delle classi, la formazione deve essere rivolta sia agli insegnanti specializzati nel sostegno, che a tutti gli insegnanti curricolari. In questa area si identificano, come indicatori di qualità, le risorse strutturali che mediano le attività educative, didattiche e di riduzione degli handicap e quindi il personale, le attrezzature, gli spazi, l'accessibilità, gli ausili, ecc. Tutti vorremmo diventare più competenti dal punto di vista relazionale e interpersonale. Una attenzione particolare deve essere data alle prassi di elaborazione e scambio di informazioni e alla costruzione di una progettazione comune attraverso i gruppi di lavoro per l'integrazione (diagnosi funzionale, profilo dinamico funzionale, Piano educativo individualizzato, ecc.). Sono "beni", anche estremamente immateriali, che ci fanno sentire immensamente ricchi. Comprendiamo la differenza che c'è tra il comunicare e la padronanza di mezzi concreti di comunicazione. Un altro fattore di qualità è quello dell'attivazione di risorse per realizzare percorsi realmente efficaci di integrazione. Nuove tecnologie l’analisi del movimento e la valutazione delle attitudini motorie 7. Per ogni alunno diversamente abile si attuano diverse strategie per favorire l’inclusione, che va intesa non come un processo che prevede l’adattamento di una parte al tutto, ma in cui ciascuno possa giovarsi del tutto per rispondere a propri bisogni e per migliorare il proprio livello di relazione con la … In questa parte viene descritto ciò che la scuola, e/o il Consiglio di Classe promuovono per favorire l'inclusione. Come si impara? Diventiamo più capaci di servirci di una forma"comunicazione totale", che usa la parola, la gestualità, il corpo, il ritmo, le immagini, ecc. La vita non è solo la scuola e non è solo l'infanzia e la giovinezza: dobbiamo tener ben conto dell'evoluzione demografica e della sempre maggiore longevità delle persone disabili. Risorse strutturali Ci rendiamo conto che alcune battute non sono comprese, che l'ironia è un registro delicato e difficile, che le allusioni talvolta sono comprensibili soltanto a noi stessi; in altre parole, miglioriamo la nostra capacità di comunicazione. La scuola dovrebbe essere in grado di dimostrare la migliore qualità del­l'apprendimento e delle sviluppo degli alunni "normodotati" proprio come esito formativo prodotto dall'integrazione-inclusione degli alunni in difficoltà. In questa dimensione di qualità troviamo i gruppi di lavoro, la collaborazione tra i docenti, il coinvolgimento operativo di vari enti, servizi e amministrazioni, la collaborazione con la famiglia e, in senso più allargato, con la comunità. Promuovere l’inclusione in classe significa identificare le differenze tra i singoli studenti e comprendere, per ciascuno, i diversi bisogni ed esigenze. che nell'ambito dell'assistenza quotidiana e della privacy. Ci riferiamo non tanto alle ore degli insegnanti di sostegno e degli educatori, peraltro fondamentali, ma soprattutto alle capacità manageriali, alla formazione specifica, alle metodologie e strategie didattiche, alle motivazione e incentivi, a soluzioni organizzative innovative (spazi, tempo, materiali, collaborazioni, alleanze extrascolastiche, supporto dei servizi, ecc.) x���wTS��Ͻ7�P����khRH �H�. Autonomia, partecipazione, integrazione: Il ruolo delle tecnologie. Crediamo che invece si debba con forza e chiarezza rivendicare (e costruire nella pratica quotidiana) l'essere risorsa dell'alunno disabile, che con la sua presenza attiva e gestita bene (con un buon livello di integrazione) induce molti elementi di qualità all'intorno alla scuola e non solo. I genitori degli alunni "bravi" cercheranno di iscrivere i loro figli nelle scuole in cui si fa bene l'integrazione, perché considerate scuole migliori in assoluto. L'integrazione riguarda soltanto gli alunni disabili, l'inclusione risponde invece in maniera adeguata, individualizzata, ai vari e diversissimi "bisogni educativi speciali" mostrati da tanti alunni, anche non certificati come disabili. 2) L’adattamento come strategia inclusiva. Per alunni con deficit importanti diventa a volte difficile trovare agganci con obiettivi e contenuti programmati per la classe. La dotazione di materiali didattici, software e hardware, di una scuola può arricchirsi notevolmente e può cadere qualche barriera, anche mentale, oltre che architettonica. Il successo di uri esperienza di integrazione scolastica non può dipendere dal fortuito incontro con un insegnante di sostegno motivato e bravo e con altri colleghi collaborativi. quelli del programma; vuol dire individualizzare seriamente, formarsi e studiare strategie didattiche ed educative, darsi tempo per conoscere e accompagnare gli alunni e le famiglie, mettersi in gioco creativamente, organizzare, sperimentare e documentare. E qui si realizza un ulteriore vantaggio portato dalla presenza dell'alunno disabile. 9. Strategie per favorire l’apprendimento e l’interazione sociale PEER TUTORING (coppia) • ripropone modello insegnante/alunno: un elemento conosce la soluzione del compito • lavoro a coppia • ruoli di tutor e tutee • attività in classe • docente come fornitore di compiti PEER COLLABORATION (da 2 … Il soggetto disabile dovrebbe avere un ruolo da protagonista nella documentazione dei processi, concorrendo all'elaborazione del suo Pei-Progetto di vita, che si evolve poi in un curriculum vitae. È certamente vero che l'alunno disabile apprende, comunica si relaziona con difficoltà, qualche volta ha comportamenti imprevedibili, magari problematici. %PDF-1.7 5. Con la lista delle parole che hai sbagliato organizza: -un dettato con un compagno (lui detta, tu scrivi) oppure -un dettato di corsa (attacca la lista in corridoio, vai a vedere la prima parola, torna in classe e scrivila sul quaderno; continua così per tutte le parole) Storia Fai una lista di domande su quel che vorresti sapere sul Medioevo. Una risorsa ha valore strumentale quando è utile, serve a raggiungere un fine ritenuto desiderabile. Lo stesso vale per il turn over delle figure con funzioni strumentali che si occupano di integrazione, con evidenti riflessi negativi sulla progettualità a lungo termine. in un insieme coordinato e globale. Rendere disponibili (ed esigibili) buone prassi e non buone azioni I compagni di classe sono la risorsa più preziosa per attivare processi inclusivi. La sezione come risorsa: descrivere gli interventi che vengono programmati per avvicinare i compagni all'alunno con disabilità, per la conoscenza delle persone con disabilità e dei loro diritti, per favorire la relazione di aiuto, per educare alla cittadinanza. Ma i beneficiari di questi, e altri, vantaggi sono ben più numerosi. Ma allora, si potrebbe pensare, come fa una persona così (degna ovviamente della massima considerazione e cura) a portare qualità alla scuola? I compagni di classe sono la risorsa più preziosa per attivare processi inclusivi. Costruire le proprie competenze assieme ad altri, di cui alcuni in difficoltà, cooperare e fare il tutor sviluppa competenze di pensiero di ordine superiore, non accessibili in uno studio esclusivamente individuale. INCLUSIONE E DISABILITÀ MIUR - PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019 1. 2. Cookie per gli annunci di Google e norme sulla privacy, Cookie per gli annunci di Google e norme sulla privacy. La risorsa formazione Strategie e risorse per una didattica inclusiva> La risorsa formazione La realizzazione di buone politiche (prassi) dell’inclusione richiede la formazione continua dei docenti; in particolare le iniziative formative e di aggiornamento comuni, coinvolgenti tutti i docenti di un C.d.C., sono essenziali per la realizzazione di Norme primarie di riferimento assunte dalla scuola per tutti gli interventi educativo-didattici per alunni con BES sono: -L. 104/1992 per la disabilità -L. 170/2010 e successive integrazioni per gli alunni con DSA -Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 per gli alunni con BES {{{;�}�#�tp�8_\. 3 0 obj In questi casi cercheremo di capire e di farci capire con tutti gli altri mezzi possibili e scopriremo che il linguaggio utilizzabile non è solo quello della parola, anzi: l'alunno disabile si può rivelare molto abile nel linguaggio degli sguardi, della mimica, della prossemica e delle posture, dei sorrisi e dei bronci, dei gesti e dei movimenti, dei simboli visivi e delle immagini, ecc. L’Istituto Comprensivo intende favorire la crescita culturale e l’educazione degli alunni, Certo in modo informale e spontaneo, ma un grande vantaggio deriverà ai nostri alunni se potranno esercitarsi in modo specifico su queste capacità, magari in situazioni difficili. Ma, appunto, non la si impara individualmente, né interagendo soltanto con compagni socialmente abili. In questa scheda va descritto ciò che la scuola, e/o il Consiglio di Classe promuovono per favorire l'inclusione. per favorire l'inclusione La classe come risorsa (interventi per avvicinare i compagni all'alunno, per favorire la relazione di aiuto, per educare alla cittadinanza, per il superamento di stereotipi...) Metodologie (quali metodologie utili per favorire i processi di apprendimento di tutti vengono utilizzate) 2. Gli alunni esigono l'uguaglianza formale, negli atteggiamenti e nelle valutazioni: "Siamo tutti uguali, Prof. ". Questo processo lo fa crescere professionalmente, con benefici nella didattica per tutti gli alunni, anche quelli "bravi", che apprendono bene, ma che imparano ancora meglio, se l'insegnamento aumenta di qualità. stream Gli alunni imparano direttamente il significato del motto della Montessori con il suo celebre "Aiutami a fare da solo", cioè a restituire feedback, ad incoraggiare, a gratificare, a motivare. Cookie per gli annunci di Google e norme sulla privacy. I dirigenti e l'organizzazione didattica possono imparare l'arte e la scienza della flessibilità creativa nei tempi, negli spazi, negli incarichi, nelle responsabilità, ecc. google_ad_channel = "8342817323"; Chi insegna, infatti, può essere talmente concentrato su di sé, cioè sull'insegnamento, da dimenticarsi del come l'altro apprende. Essa è un costante processo di miglioramento, volto a sfruttare le risorse esistenti, specialmente le risorse umane per sostenere la partecipazione all’istruzione di tutti gli studenti all’interno di una comunità. Ci interessa discutere qui del valore positivo, "strumentale", della presenza attiva di un alunno disabile, che partecipa, con le sue possibilità, ai percorsi di formazione con tutti gli altri alunni. La presenza attiva di un compagno disabile li fa riflettere direttamente, al di là della solita retorica buonista, sul fatto che non è giusto fare parti uguali, se non siamo uguali, e che è invece equo dare di più a chi ha di meno. google_ad_channel = "8342817323"; Buone prassi per l’inclusione, G. D’Anna, Firenze 2017; Legge quadro 104/1992, MIUR 2009-Linee guida per l’integrazione scolastica e degli alunni con disabilità, ONU 2006-Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità ratificata con legge 18/2009, Legge 107/2015 La Buona Scuola-Inclusione e equità. Fin dal primo giorno è necessario incentivare e lavorare su collaborazione, cooperazione e clima di classe. google_ad_type = "text_image"; È una pratica attiva che dà luogo a un processo di crescita per gli alunni con disabilità, ma anche per i loro compagni. Nel rispondere, cercheremo di evitare il ricorso a considerazioni legate al valore intrinseco della sua presenza rispetto a noi "normodotati ". È certamente vero che l'alunno disabile apprende, comunica si relaziona con difficoltà, qualche volta ha comportamenti imprevedibili, magari problematici. google_ad_height = 90; Non è facile spiegare agli alunni che "è somma ingiustizia fare parti uguali tra diseguali" (Don Milani) [v. voce Equità]. L'integrazione cresce e fruttifica se la normalità del fare scuola diventa sempre più speciale, competente, tecnica e non se si consolidano meccanismi di delega dell'alunno speciale alla risorsa speciale (insegnante di sostegno, educatore o tecnico) con conseguente disimpegno, deresponsabilizzazione e impoverimento della normalità dei rapporti educativi e didattici. alunni differenti. Includere vuol dire attivare varie forme di individualizzazione in grado di rispondere adeguatamente ai bisogni dell'alunno con disturbi specifici dell'apprendimento, ritardo mentale, disturbi emozionali, del comportamento, differenze culturali e linguistiche, difficoltà familiari, ecc. E questo perché ci testimonia della sofferenza umana, del valore della salute, della solidarietà, della vita, dell'educazione. google_ad_height = 90;